08 Mag 2020

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Intelligent Automation

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale al tempo del COVID-19

Dal suo epicentro in Cina, il Nuovo Coronavirus si è diffuso in tutto il mondo, causando un totale aggiornato all'8 Maggio 2020 di 3,85 milioni di persone infette e oltre 270 mila decessi in almeno 160 paesi e in un arco temporale di pochi mesi, a partire dal gennaio 2020.

Alla tragica perdita di vite umane causata dal virus si aggiunge l'impatto sull'economia globale, e sul versante sociale e familiare.

Il COVID-19 ha cambiato completamente dinamiche, consuetudini ed equilibri di tutto il mondo.

Fondamentale è stato il ruolo del personale sanitario e dei governi di ogni paese colpito, ma anche lo sviluppo tecnologico e in particolare l’Intelligenza Artificiale (IA) hanno - e stanno tutt’ora - ricoperto un ruolo di primaria importanza.

L’IA è in grado di individuare uno o più pattern partendo dall’analisi di big data, ed è proprio questa caratteristica intrinseca che l’ha resa vincente nella gestione di una crisi mondiale.

Gli enormi progressi nell’applicazione dell’IA, come il cosiddetto natural language processing, l’analisi dei dati, il riconoscimento vocale, il machine learning e molto altro, non soltanto possono essere utilizzati nella fase di diagnosi pazienti, ma anche per il contenimento del virus attraverso il tracciamento dei contatti e lo sviluppo di vaccini.

Si può certamente affermare che l’IA abbia contribuito nella lotta al COVID-19 e nel contenimento dei suoi effetti.

In alcuni paesi, l'Intelligenza Artificiale è intervenuta nei più svariati ambiti:

- Ricerca medica:

Ciò che maggiormente turba la comunità scientifica è l’assenza di una cura definitiva per il virus e la sua spasmodica ricerca. L’IA può potenzialmente cambiare le carte in tavola, permettendo di sviluppare una molecola che andrebbe a far parte del farmaco curativo, sviluppando la struttura molecolare in solo un anno, a fronte dei cinque anni impiegati con i metodi di ricerca tradizionali. Inoltre, l’IA potrebbe anche intervenire nello sviluppo di anticorpi e vaccini per il Nuovo Coronavirus, attraverso la creazione di nuovi modelli di struttura di proteine che sono state collegate al virus, nel tentativo di comprenderne le caratteristiche.

- Diagnostica:

Gli scienziati stanno oggi esplorando ogni possibile opzione per aiutare a combattere la pandemia e l’IA rappresenta una strada intrigante. Un enorme ostacolo a ottenere una diagnosi rapida è rappresentato dalla carenza di competenze cliniche necessarie per interpretare i risultati sui pazienti, anche a causa del volume dei casi. L'IA ha migliorato i tempi diagnostici nella crisi COVID-19 grazie a una tecnologia che permette di diagnosticare una polmonite (complicazione comune dell’infezione da Coronavirus) in meno di 60 secondi e con un’accuratezza fino al 92%.

- Sorveglianza attiva:

Il naturale atteggiamento umano, con i suoi movimenti e le sue interazioni, è stato la principale causa di diffusione del COVID-19 e per questo oggi il monitoraggio e la sorveglianza sono fondamentali. Gli enormi sviluppi dell’IA in questo senso potrebbero presto permettere di prevedere il rischio di infezione considerando variabili come il clima e l’ambiente circostante e combinando queste informazioni a dati personali, clinici, relativi agli spostamenti, ma anche alla storia familiare o alle abitudini quotidiane. In questo modo, si potrebbe prevedere in modo più accurato e preciso il rischio individuale di contagio. Questa stessa tecnologia è oggi anche vagliata per supportare un nuovo software di tracciamento che potrebbe aiutare ad identificare gli ormai noti “asintomatici” e i loro percorsi e spostamenti.

- Riconoscimento facciale e fever detector:

Un ruolo fondamentale è stato svolto dalle “telecamere termiche”, che sono in grado di misurare la temperatura corporea delle persone, senza necessità di un operatore umano. Queste telecamere, dotate di una tecnologia multisensoriale, basata sull’IA, sono state impiegate in aeroporti, ospedali, case di cura per rivelare automaticamente i possibili contagiati e tracciarne i movimenti, riconoscendo i loro volti e gli spostamenti.

- Verifica delle informazioni:

La grande incertezza di questa pandemia ha inevitabilmente portato alla diffusione di miti, leggende e fake news diffusesi su tutte le piattaforme digitali. La disinformazione, o peggio, la circolazione di informazioni errate, sembrerebbe essersi diffusa in maniera significativa. Giganti della tecnologia come Google e Facebook si stanno battendo per combattere le ondate di teorie cospirative, phishing, disinformazione e malware. L’IA ha fatto sì di poter attivare allarmi interni abbinati a link di fonti d’informazione e addirittura collegare gli utenti all’OMS o ad altre fonti verificate per permettergli di ottenere informazioni credibili.

- Droni e robot:

Il dispiegamento pubblico di droni e robot è stato accelerato a causa delle severe misure di distanziamento sociale necessarie per contenere la diffusione del virus. Per garantire la conformità alle norme, oggi vengono utilizzati droni per rintracciare gli individui che non utilizzano maschere facciali in pubblico o che, in generale, non rispettano le norme di sicurezza. Altri droni vengono utilizzati per disinfettare grandi spazi pubblici. Anche la cura dei pazienti, senza rischi per gli operatori sanitari, ne ha tratto beneficio, grazie all'utilizzo di robot per la consegna di alimenti e medicinali.

- Assistenti sanitari virtuali:

L’enorme numero di casi di pazienti positivi al COVID-10 ha messo a dura prova i sistemi sanitari di tutto il mondo. L’IA potrebbe certamente intervenire in aiuto di governi e organismi nazionali e regionali per assistere i pazienti, fornire informazioni affidabili e linee guida chiare, raccomandare misure di protezione, controllare e monitorare i sintomi e consigliare gli individui nella gestione della malattia, specialmente in una situazione di isolamento.

Diversi dubbi ci sono rispetto all’utilizzo delle informazioni e dei dati personali estrapolati grazie all’utilizzo di queste tecnologie. La gestione dei suddetti è oggi oggetto di discussione, specialmente etica e sociale.

Tuttavia, l’IA ha giocato un ruolo di primaria importanza per il supporto e lo sviluppo della ricerca medica e ha provato la sua efficacia anche in ambito sociale per la gestione delle crisi.

Specialmente per quanto concerne lo sviluppo di “assistenti sanitari virtuali” e tutto ciò che potrebbe rendere più rapido ed efficace il lavoro di organismi oggi sommersi da volumi di richieste, interazioni e contatti mai visti prima, l’Intelligenza Artificiale rappresenta un validissimo alleato.

L’Intelligenza Artificiale di Stip, il cui utilizzo è finalizzato alla gestione delle richieste di clienti e utenti che pervengono alle aziende su tutti i canali digitali, è una delle rappresentazioni di quanto l’innovazione tecnologica possa essere di vitale importanza durante una crisi senza precedenti, come quella provocata dal COVID-19.

La gestione automatica delle svariate richieste d’informazioni, la categorizzazione e l’indirizzamento di ticket automaticamente creati e compilati al dipartimento incaricato della gestione, sono oggi strumenti estremamente preziosi nelle mani di tutte le aziende o organismi governativi che hanno visto crescere in maniera esorbitante il numero delle interazioni con clienti e cittadini.

In un momento storico unico nel suo genere, in cui gli esseri umani non possono gestire manualmente tutto il lavoro e in cui la ricerca di informazioni e comunicazione si fa sempre più pressante e presente, l’Intelligenza Artificiale si mette al servizio dell’uomo per automatizzare e velocizzare i processi, migliorando la vita di tutti.

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